{"id":784,"date":"2023-05-31T08:43:00","date_gmt":"2023-05-31T08:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/w2e-riabilitazioneamputati.rrulb.com\/?p=784"},"modified":"2024-09-03T13:47:35","modified_gmt":"2024-09-03T13:47:35","slug":"come-trattare-al-meglio-il-moncone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/come-trattare-al-meglio-il-moncone\/","title":{"rendered":"Come trattare al meglio il moncone?"},"content":{"rendered":"\n<p>Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/percorso-riabilitazione-pazienti-amputati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">trattamento riabilitativo<\/a><strong> pre-protesico<\/strong>\u00a0si compone di una preparazione globale del paziente, definita\u00a0<strong>\u201cRicondizionamento\u201d<\/strong>, finalizzata a far riprendere alla persona amputata la funzionalit\u00e0 avuta prima dell\u2019amputazione e di una specifica procedura dedicata al moncone di amputazione, raggiungendo la conformazione migliore possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>ottimizzazione della condizione del moncone<\/strong>, unita ad un&nbsp;<strong>potenziamento globale del tronco<\/strong>, degli&nbsp;<strong>arti superiori<\/strong>&nbsp;e dell\u2019<strong>arto residuo<\/strong>&nbsp;ed al&nbsp;<strong>miglioramento della funzionalit\u00e0 respiratoria<\/strong>, permetter\u00e0 una rapida e migliore protesizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Compatibilmente con la condizione del paziente, la&nbsp;<strong>fase pre-protesica<\/strong>&nbsp;dovr\u00e0 avvenire il pi\u00f9 possibile velocemente evitando cos\u00ec che sorgano ulteriori complicazioni.<br>Nel trattamento pre-protesico la corretta preparazione del&nbsp;<strong>moncone<\/strong>&nbsp;di amputazione \u00e8 molto importante, in quanto il moncone \u00e8 il punto di integrazione tra l\u2019individuo e la protesi. Un moncone non edematoso, tonico, senza dolore, sar\u00e0 pi\u00f9 tollerante all\u2019invaso della protesi.<br>Per poter dar seguito alla protesizzazione \u00e8 necessario rimuovere le complicanze, quando presenti, dovute ad un non corretto confezionamento del moncone stesso, ad un ritardo della cicatrizzazione della ferita chirurgica o a vizi di postura del moncone (flessione).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali sono le complicazioni pi\u00f9 frequenti?<\/h2>\n\n\n\n<p>In questo paragrafo approfondiremo insieme le complicazioni pi\u00f9 frequenti alle quali si pu\u00f2 incorrere:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">COMPLICANZE DELLA CUTE<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Complicanze a carico della cute<\/strong>&nbsp;che si manifestano con&nbsp;<strong>difetti di cicatrizzazione della ferita chirurgica, aderenze dei tessuti molli<\/strong>&nbsp;ai piani sottostanti,&nbsp;<strong>invaginazioni, cheloidi, fistole, dermatiti, follicoliti<\/strong>, eccesso o scarsit\u00e0 di tessuti molli. L\u2019eccessiva aderenza della cicatrice ai piani pi\u00f9 profondi e l\u2019eventuale invaginazione della cute rendono difficile il trattamento e dolorosa la deambulazione con la protesi.<br><br>Per rendere la&nbsp;<strong>cute del moncone<\/strong>&nbsp;il pi\u00f9 elastica possibile, le cicatrici vanno trattate con un massaggio di scollamento e con ultrasuoni, cos\u00ec da eliminare o ridurre eventuali aderenze e favorire lo scivolamento tra i piani tessutali. Questo \u00e8 necessario perch\u00e9 durante la deambulazione l\u2019<strong>aderenza totale tra invaso e moncone<\/strong>&nbsp;provoca sollecitazioni e uno scorrimento della cute sui piani sottostanti. Le&nbsp;<strong>manovre di massaggio<\/strong>&nbsp;utilizzate sono: il pinzamento, lo scollamento, l\u2019impastamento, lo stiramento, il picchettamento\/percussione\/vibrazione.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il&nbsp;<strong>pinzamento<\/strong>&nbsp;consiste nel prendere il tessuto cicatriziale con i polpastrelli (pollice in opposizione alle altre dita) e sollevarlo in successione per tutta la lunghezza della cicatrice. Questa tecnica consente di ridurre le aderenze pi\u00f9 superficiali.<\/li>\n\n\n\n<li>Lo&nbsp;<strong>scollamento<\/strong>&nbsp;consiste nell\u2019afferrare la cicatrice tra i polpastrelli ed il pollice per imprimere un movimento di arrotolamento trasversale. Questa tecnica completer\u00e0 il pinzamento e sar\u00e0 indicata per rompere le aderenze epidermiche.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019<strong>impastamento<\/strong>&nbsp;consiste nel mobilizzare le aderenze pi\u00f9 profonde, aumentando la vascolarizzazione locale. Un movimento di spinta contrastata delle dita del fisioterapista mobilizzer\u00e0 tutti i piani (epidermide, aponeurosi, muscoli).<\/li>\n\n\n\n<li>Lo&nbsp;<strong>stiramento<\/strong>&nbsp;si effettua con i polpastrelli del pollice mediante i quali vengono effettuati dei movimenti alternati di stiramento-retrazione sulla cicatrice, prima nel senso della lunghezza e poi nel senso della larghezza (stretching della plica di tessuto connettivo).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Picchettamento\/percussione\/vibrazione<\/strong>. Per evitare la fibrosi \u00e8 necessario picchiettare con le dita il tessuto cicatriziale al fine di ripristinare delle informazioni sensitive che combattono i fenomeni di iperestesia spesso riscontrati a livello della cicatrice.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">EDEMA<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Edema<\/strong>&nbsp;causato dall&#8217;<strong>inibizione dei tessuti molli<\/strong>&nbsp;conseguente alla modificazione della normale distribuzione dei&nbsp;<strong>vasi sanguigni<\/strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>sistema linfatico<\/strong>&nbsp;prodotta dall\u2019amputazione. Ne consegue uno squilibrio nelle relazioni tra la pressione all\u2019interno dei vasi e quella dei tessuti che circondano il moncone. Per favorire il drenaggio dei liquidi interstiziali si dovr\u00e0 posizionare il paziente declive, ponendo ai piedi del letto degli opportuni rialzi. Sfruttando l\u2019effetto&nbsp;<strong>pompa della respirazione diaframmatica naso-bocca<\/strong>, si determina una depressione all\u2019interno della cavit\u00e0 addominale capace di richiamare, tramite grossi vasi, una maggiore quantit\u00e0 di liquidi. Allo stesso scopo si sfrutta l\u2019effetto&nbsp;<strong>pompa muscolare<\/strong>&nbsp;con la contrazione ritmica dei muscoli residui del moncone. Contemporaneamente \u00e8 necessario praticare, nei casi pi\u00f9 resistenti, anche tecniche di linfodrenaggio manuale che tendono a convogliare liquidi nei grossi dotti linfatici residui.<\/p>\n\n\n\n<p>Per rendere il&nbsp;<strong>riassorbimento dell\u2019edema<\/strong>&nbsp;pi\u00f9 veloce, il paziente dovr\u00e0 indossare una fasciatura elastica contenitiva che avr\u00e0 anche la funzione di modellare il moncone, ovvero fargli raggiungere una forma che permetta il&nbsp;<strong>confezionamento<\/strong>&nbsp;e l\u2019<strong>applicazione della protesi<\/strong>. L\u2019applicazione del&nbsp;<strong>bendaggio<\/strong>&nbsp;dovr\u00e0 essere graduale: all\u2019inizio per un\u2019ora, fino ad arrivare a tutta la giornata e, successivamente, ogni qualvolta non indossi la protesi.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>fasciatura<\/strong>&nbsp;pu\u00f2 essere effettuata in due modi: con il classico&nbsp;<strong>bendaggio elastico tipo biflex<\/strong>, generalmente si usano&nbsp;<strong>bende bielastiche<\/strong>&nbsp;di 12 cm. Il bendaggio dovr\u00e0 creare una compressione disto-prossimale, quindi decrescente dall\u2019apice del moncone verso la radice dell\u2019arto. La tensione che si dovr\u00e0 applicare alla benda sar\u00e0 adeguata al paziente e agli scopi che s\u2019intendono raggiungere. L\u2019unico svantaggio \u00e8 che con i movimenti del moncone, soprattutto quello di coscia, il bendaggio tender\u00e0 a sfilarsi, costringendo cos\u00ec il paziente a doverlo rifare. Per chi ha meno manualit\u00e0 e non riesce a effettuare il bendaggio tipo biflex \u00e8 possibile utilizzare un&nbsp;<strong>cappuccio coprimoncone<\/strong>&nbsp;in tessuto elastico tubolare che ha il vantaggio di essere di veloce e facile applicazione soprattutto per il paziente, e determina comunque una spinta complessiva decrescente disto-prossimale. Il cappuccio copri-moncone presenta l\u2019ulteriore vantaggio di rimanere perfettamente in sede, evitando che con i movimenti del moncone si creino costrizioni o si perda l\u2019efficacia della contenzione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">DIFETTI A CARICO DELLE PARTI OSSEE<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Difetti a carico delle parti ossee<\/strong>&nbsp;sono rappresentate o da un moncone osseo troppo lungo o troppo corto con conseguenti bracci di leva svantaggiosi, scarso rivestimento dell\u2019apice osseo con tessuti muscolari e cutanei, comparsa di esostosi apicali sul moncone osseo, osteoporosi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">ALTERAZIONI DELL\u2019ESCURSIONE DELLE ARTICOLAZIONI<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Alterazioni dell\u2019escursione delle articolazioni<\/strong>&nbsp;prossimali all\u2019amputazione sono dovute a retrazioni muscolari, calcificazioni, esiti di fratture e instabilit\u00e0 articolare dovuta a lassit\u00e0 dei legamenti. Il moncone mostra spesso una tendenza a fissarsi in flessione a causa del prevalere dei muscoli flessori sugli estensori. \u00c8 fondamentale prevenire queste retrazioni, istruendo il paziente ad adottare posture ripetute pi\u00f9 volte nella giornata e mostrandogli il pi\u00f9 corretto posizionamento in carrozzina, la cui permanenza deve essere limitata al minimo indispensabile. Nel caso di un\u2019<strong>amputazione transtibiale<\/strong>, si applicher\u00e0 una tavoletta nella carrozzina (lato dell\u2019amputazione), che permetter\u00e0 al paziente di mantenere in estensione il ginocchio durante la giornata. Nel caso di una&nbsp;<strong>amputazione transfemorale<\/strong>&nbsp;si suggerir\u00e0 al paziente di mettere un cuscino sotto il moncone stando in posizione prona sul letto. Nel caso in cui gli&nbsp;<strong>atteggiamenti viziati del paziente<\/strong>&nbsp;si fossero gi\u00e0 instaurati, si allungher\u00e0 la muscolatura retratta tramite mobilizzazioni attive e passive dell\u2019articolazione e&nbsp;<strong>manovre d\u2019allungamento<\/strong>&nbsp;effettuate attraverso esercizi di&nbsp;<strong>stretching<\/strong>&nbsp;muscolare e&nbsp;<strong>posture adeguate<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel ripristino degli squilibri muscolari ci si avvarr\u00e0 inoltre di&nbsp;<strong>tecniche specifiche di rilassamento<\/strong>, quali contrazione-rilasciamento proprio della&nbsp;<strong>metodica Kabat<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">DOLORE<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Dolore<\/strong>&nbsp;\u00e8 un sintomo frequente ed invalidante che pu\u00f2 essere provocato da diversi fattori:&nbsp;<strong>dolori ischemici<\/strong>, legati a turbe trofiche e circolatorie,&nbsp;<strong>alterazione del segmento osseo<\/strong>,&nbsp;<strong>patologie cutanee<\/strong>,&nbsp;<strong>cicatrici<\/strong>&nbsp;ed infine&nbsp;<strong>dolori neurogeni<\/strong>&nbsp;quali parestesie, neuromi e arto fantasma. Un\u2019intensa sintomatologia dolorosa va precocemente trattata poich\u00e9, oltre ad inibire ogni tipo di informazione propriocettiva, pu\u00f2 portare ad un rifiuto della protesi da parte del paziente. Pu\u00f2 favorire inoltre l\u2019instaurarsi di atteggiamenti antalgici con conseguenti alterazioni meccaniche, che a loro volta impediscono una corretta deambulazione. L\u2019<strong>intervento fisioterapico<\/strong>&nbsp;si avvale di&nbsp;<strong>tecniche massoterapiche<\/strong>&nbsp;e dell\u2019uso dell\u2019<strong>elettroterapia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In quest\u2019ambito sono stati ottenuti discreti risultati con l\u2019impiego di correnti antalgiche a bassa frequenza tipo&nbsp;<strong>TENS<\/strong>. Parallelamente alla terapia fisica la&nbsp;<strong>farmacoterapia<\/strong>&nbsp;\u00e8 di grande aiuto nella risoluzione della sintomatologia dolorosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia il tuo percorso di riabilitazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/contatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Contatta<\/a><\/strong> i nostri professionisti per decidere insieme il miglior percorso per le tue esigenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0trattamento riabilitativo pre-protesico\u00a0si compone di una preparazione globale del paziente, definita\u00a0\u201cRicondizionamento\u201d, finalizzata a far riprendere alla persona amputata la funzionalit\u00e0 avuta prima dell\u2019amputazione e di una specifica procedura dedicata al moncone di amputazione, raggiungendo la conformazione migliore possibile. 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