{"id":836,"date":"2023-10-10T08:42:00","date_gmt":"2023-10-10T08:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/w2e-riabilitazioneamputati.rrulb.com\/?p=836"},"modified":"2024-09-04T12:57:08","modified_gmt":"2024-09-04T12:57:08","slug":"la-riabilitazione-del-paziente-amputato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/la-riabilitazione-del-paziente-amputato\/","title":{"rendered":"La riabilitazione del paziente amputato"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019amputazione \u00e8 vista, dalla persona amputata come \u201cl\u2019inizio della fine\u201d e dal chirurgo come l\u2019atto finale di una lunga \u201cbattaglia persa\u201d per salvare l\u2019arto. Alla luce dello stato riabilitativo l\u2019amputazione permette di porre fine a lunghe sofferenze e consente la ripresa di una&nbsp;<strong>nuova vita<\/strong>&nbsp;e dell\u2019<strong>autonomia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa accade dopo l\u2019amputazione?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 molto importante che il paziente, prima di procedere alla prescrizione della protesi pi\u00f9 idonea e adatta alle sue esigenze, venga sottoposto ad un\u2019attenta valutazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I fattori da tenere in considerazione sono: la&nbsp;<strong>presenza di lesioni tissutali<\/strong>, di&nbsp;<strong>neuromi, la presenza di edema, lo stato della muscolatura residua, l\u2019ambito di movimento<\/strong>. Inoltre, \u00e8 fondamentale considerare&nbsp;<strong>la storia clinica del paziente, la presenza di patologie concomitanti<\/strong>&nbsp;e l\u2019eventuale&nbsp;<strong>presenza di difetti della vista<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fondamentale \u00e8 la&nbsp;<strong>valutazione cardiopolmonare<\/strong>&nbsp;del paziente, considerato che per l\u2019amputato il&nbsp;<strong>costo energetico<\/strong>&nbsp;della deambulazione risulta essere superiore rispetto al soggetto normodotato: negli amputati trans-tibiali (TT) si \u00e8 calcolato un aumento dell\u2019energia metabolica variabile dal 15% al 55%; negli amputati trans-femorali (TF) si \u00e8 calcolato un aumento dell\u2019energia metabolica richiesta variabile dal 55% al 65%. Nei biamputati l\u2019aumento del consumo di ossigeno \u00e8 pari al 20-40%, nel biamputato di gamba e del 200% nel biamputato di coscia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le fasi della riabilitazione post-amputazione<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/fasciatura-moncone.jpg\" alt=\"fasciatura moncone\" class=\"wp-image-838\" srcset=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/fasciatura-moncone.jpg 960w, https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/fasciatura-moncone-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/fasciatura-moncone-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/fasciatura-moncone-600x338.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le fasi della riabilitazione possono essere considerate due:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>prima della protesi: in questa fase si prepara il moncone per poter poi indossare la protesi, si rinforzano gli arti superiori e l\u2019arto inferiore non amputato, si migliorano le condizioni cardio-respiratorie del paziente per poter poi affrontare l\u2019allenamento con la protesi.<\/li>\n\n\n\n<li>la seconda \u00e8 quella che insegna al paziente come usare la protesi e come svolgere le attivit\u00e0 della vita quotidiana in maniera autonoma.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">LA DEAMBULAZIONE<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cammino \u00e8 una sequenza di movimenti compiuti dagli arti inferiori, che avanzano il corpo lungo una traiettoria e contemporaneamente mantengono una postura stabile che sostiene il peso corporeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni sequenza dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019arto inferiore, indicata come \u201c<strong>ciclo del passo<\/strong>\u201d, \u00e8 costituita da una&nbsp;<strong>fase di sostegno del peso corporeo<\/strong>&nbsp;(stance) e da una&nbsp;<strong>fase di autoavanzamento<\/strong>&nbsp;(swing). Durante il ciclo del passo circa il 60% del tempo \u00e8 impegnato nella fase di stance ed il restante 40% in quella di swing. La durata di queste due fasi, che vicendevolmente si integrano, dipende dalla velocit\u00e0 del cammino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella persona amputata si osservano alterazioni del passo, da valutare e correggere durante l\u2019<a href=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/percorso-riabilitazione-pazienti-amputati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">allenamento all\u2019uso della protesi<\/a>. Le&nbsp;<strong>alterazioni del passo<\/strong>&nbsp;sono: la&nbsp;<strong>velocit\u00e0 di avanzamento<\/strong>, pi\u00f9 bassa rispetto al soggetto non amputato; la&nbsp;<strong>fase di stance<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>la fase di swing<\/strong>, pi\u00f9 lunga nel lato protesico. La durata della fase di stance aumenta al decrescere della lunghezza del moncone; al tronco si osserva una inclinazione laterale verso il lato protesizzato (ad esempio, nell\u2019amputato transfemorale, a causa della debolezza dei muscoli abduttori dell&#8217;anca e\/o per una perdita di stabilizzazione dell&#8217;invaso); nel lato sano il sollevamento del tallone avviene in anticipo ed in misura maggiore rispetto al controlaterale affinch\u00e9 la fase di swing dell\u2019arto con protesi risulti pi\u00f9 sicuro (tale atteggiamento \u00e8 pi\u00f9 evidente negli amputati transfemorali).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti studi riportano che il 50% degli amputati d\u2019arto inferiore presentano un persistente dolore lombare (Smith 1999). Circa il 25% dei soggetti riferisce un dolore lombare frequente, di severa entit\u00e0 che interferisce con le attivit\u00e0 giornaliere, sociali, lavorative e del tempo libero (Ehde 2001). La frequenza e l\u2019intensit\u00e0 del dolore lombare negli amputati \u00e8 maggiore che nella popolazione normodotata (circa il doppio); negli amputati trans-femorali \u00e8 maggiore rispetto agli amputati trans-tibiali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Protesi arto inferiore: che cos\u2019\u00e8 e quali sono le componenti?<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/realizzazione-protesi.jpg\" alt=\"realizzazione di una protesi \" class=\"wp-image-839\" srcset=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/realizzazione-protesi.jpg 960w, https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/realizzazione-protesi-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/realizzazione-protesi-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/blog-riabilitazione\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/realizzazione-protesi-600x338.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<strong>protesi di arto inferiore<\/strong>&nbsp;\u00e8 uno \u201cstrumento\u201c progettato per sostituire la parte amputata dell\u2019arto, col fine di recuperare la funzionalit\u00e0 e permettere la deambulazione. La&nbsp;<strong>protesi<\/strong>&nbsp;quindi svolge&nbsp;<strong>due compiti importanti<\/strong>: uno&nbsp;<strong>statico<\/strong>, di sostegno ed uno&nbsp;<strong>dinamico<\/strong>, durante il passo.<br><br>In realt\u00e0 queste funzioni dipendono dalla corretta interazione tra il corpo e la protesi, in particolare tra il moncone di amputazione e l\u2019invasatura, l\u2019interfaccia tra l\u2019arto residuo e la protesi.<br><br><a href=\"https:\/\/www.rehagroup.it\/centro-protesi\/protesi-arti-inferiori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Una protesi deve avere degli standard di efficienza in termini di&nbsp;<strong>sicurezza<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>funzionalit\u00e0<\/strong><\/a>, in altre parole deve garantire&nbsp;<strong>stabilit\u00e0<\/strong>, nella fase statica e&nbsp;<strong>fluidit\u00e0<\/strong>&nbsp;in quella dinamica.<br><br>Gli elementi che costituiscono una protesi sono:&nbsp;<strong>l\u2019invasatura<\/strong>, gli&nbsp;<strong>elementi sostituenti<\/strong>, le&nbsp;<strong>articolazioni mancanti<\/strong>, la&nbsp;<strong>struttura portante<\/strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>piede<\/strong>.<br><br>I fattori che determinano una funzionalit\u00e0 ottimale della protesi sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>tipo di invasatura;<\/li>\n\n\n\n<li>modello e caratteristiche dell\u2019articolazione meccanica di ginocchio, caviglia, piede;<\/li>\n\n\n\n<li>scelta dei componenti;<\/li>\n\n\n\n<li>corretto allineamento;<\/li>\n\n\n\n<li>peso adeguato della protesi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sempre pi\u00f9 diffuso l\u2019uso delle&nbsp;<strong>protesi modulari<\/strong>&nbsp;poich\u00e9 proprio in virt\u00f9 della modularit\u00e0 \u00e8 possibile, agendo sui sistemi di giunto dotati di quattro viti, effettuare la regolazione dei singoli moduli nei tre piani dello spazio.<br><br>La classificazione delle protesi prevede la distinzione tra le&nbsp;<strong>protesi temporanee<\/strong>&nbsp;e quelle&nbsp;<strong>definitive<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Protesi temporanee<\/strong>: sono fornite per un precoce recupero della verticalizzazione e della deambulazione dopo l\u2019amputazione in attesa che il moncone si sia stabilizzato in termini di volume (la variazione di volume avviene per riassorbimento dell\u2019edema e miglioramento del tono\/trofismo muscolare). Solo in un secondo momento quando la persona utilizza la protesi provvisoria per qualche ora, camminando si prescrive la protesi definitiva.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Protesi definitive<\/strong>: in queste protesi, che si presume il soggetto utilizzer\u00e0 per alcuni anni, l\u2019invasatura \u00e8 costruita su misura per ogni individuo. Essa costituisce il legame tra il moncone d\u2019amputazione e la parte distale della protesi. La sua forma \u00e8 importante per la deambulazione e per un buon comfort. Attualmente le invasature sono prevalentemente costruite in resina laminata su calco in gesso del moncone e la struttura portante \u00e8 generalmente di tipo modulare.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/percorso-riabilitazione-pazienti-amputati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Affidati ai professionisti di Reha Group per la realizzazione della tua protesi e inizia il percorso riabilitativo pi\u00f9 indicato per le tue esigenze.<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I moduli strutturali e gli elementi funzionali di una protesi: cosa sono e perch\u00e9 sono importanti?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&nbsp;<strong>componenti<\/strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>moduli strutturali<\/strong>, (quali tubi, giunti di allineamento e di rotazione per la protesi scheletrica) la cui funzione \u00e8 prevalentemente portante, esistono in vari materiali (acciaio, titanio, carbonio e alluminio). La scelta dei moduli strutturali della protesi si basa soprattutto su due fondamentali caratteristiche: la&nbsp;<strong>resistenza<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>leggerezza<\/strong>. Tuttavia il fattore da cui non si pu\u00f2 prescindere \u00e8 il peso del paziente. Una protesi in acciaio resistente pu\u00f2 sopportare carichi di 120 kg, ma \u00e8 molto pesante e camminarci richiede un notevole sforzo. \u00c8 evidente che una protesi in acciaio risulta essere poco adatta per un amputato anziano per il quale una struttura portante in alluminio (capace di sopportare un peso fino a 75 kg.) o in titanio (capace di sopportare un peso fino a 100 kg), grazie alla loro leggerezza, \u00e8 molto pi\u00f9 indicata e pu\u00f2 essere decisiva per permettere al paziente di tornare a camminare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&nbsp;<strong>componenti funzionali<\/strong>&nbsp;quali&nbsp;<strong>piedi, ginocchia<\/strong>, vanno scelti non solo in base a classi di peso, ma anche in base alle esigenze funzionali della persona. Un ginocchio in lega leggera con bloccaggio \u00e8 una prescrizione idonea per pazienti con una massa corporea fino a 75 kg, con bassa esigenza funzionale, ma elevata necessit\u00e0 di sicurezza. Un&nbsp;<strong>elemento funzionale<\/strong>&nbsp;importantissimo \u00e8 il&nbsp;<strong>ginocchio<\/strong>&nbsp;in quanto deve garantire la stabilit\u00e0 in posizione statica eretta e nella fase di appoggio della deambulazione, inoltre deve guidare il movimento della parte distale della protesi durante la fase di swing.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per pazienti con elevata esigenza di sicurezza, quindi per persone anziane in particolare, ma anche in caso di monconi corti, di insufficienza dei muscoli estensori o di contrattura in flessione dell&#8217;anca, \u00e8 spesso necessario ricorrere ad articolazioni con bloccaggio. Per quanto riguarda i&nbsp;<strong>piedi<\/strong>, altro elemento funzionale fondamentale, i pi\u00f9 comunemente usati sono i&nbsp;<strong>non articolati<\/strong>&nbsp;e gli&nbsp;<strong>articolati<\/strong>. I&nbsp;<strong>piedi non articolati<\/strong>&nbsp;solitamente vengono utilizzati in combinazione con&nbsp;<strong>ginocchi liberi<\/strong>. I&nbsp;<strong>piedi articolati<\/strong>&nbsp;sono spesso usati in&nbsp;<strong>protesi bloccate a livello del ginocchio<\/strong>. Grazie all&#8217;articolazione, la pianta del piede viene a contatto con il terreno in anticipo rispetto ai piedi rigidi (o non articolati) e d\u00e0, pertanto, pi\u00f9 sicurezza rispetto a questi ultimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto importante \u00e8 la conoscenza da parte del medico e del fisioterapista delle possibilit\u00e0 di protesizzazione e delle caratteristiche delle varie componenti della protesi. Gi\u00e0 in fase di programmazione di una eventuale amputazione \u00e8 auspicabile che il chirurgo e il fisiatra concordino il livello di amputazione, non solo considerando le necessit\u00e0 chirurgiche, ma anche quelle protesiche. Un moncone corto o troppo lungo sar\u00e0 ostacolo ad una corretta&nbsp;<strong>protesizzazione<\/strong>&nbsp;e quindi al&nbsp;<strong>recupero<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>estetica<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>ricostruzione dell&#8217;aspetto esteriore<\/strong>&nbsp;sono importanti per l\u2019<strong>aspetto psicologico<\/strong>. La tecnica ortopedica permette che alle protesi vengano date le caratteristiche dell\u2019arto residuo con l\u2019obiettivo di non evidenziare l\u2019amputazione. \u00c8 molto importante sottolineare che spesso i componenti scelti possono compromettere l\u2019estetica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paziente deve essere seguito nel\u00a0<strong>tempo<\/strong>, ovviamente i nuovi protesizzati necessitano maggiormente di essere seguiti ad intervalli temporali pi\u00f9 ravvicinati, soprattutto perch\u00e9 devono maturare una \u201ctolleranza\u201d alle pressioni che la protesi esercita sulla pelle del moncone e sviluppare una capacit\u00e0 di resistenza. Durante le prime settimane di utilizzo della protesi, sono numerosi gli interrogativi che il paziente si pone e quindi \u00e8 importante che\u00a0l\u2019<a href=\"https:\/\/www.riabilitazioneamputati.it\/istituto-per-persone-amputate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">equipe riabilitativa<\/a>\u00a0fornisca tutti gli aiuti ed i chiarimenti del caso. Ad esempio deve essere illustrata la modalit\u00e0 di pulizia dell\u2019invaso e del moncone. Inoltre, i meccanismi delle articolazioni devono avere una manutenzione ad intervalli regolari, in assenza della quale verrebbero compromesse le caratteristiche di\u00a0<strong>funzionalit\u00e0<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>comfort<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le&nbsp;<strong>modificazioni di volume del moncone<\/strong>, che di frequente avvengono entro i primi mesi di utilizzo della protesi, necessitano di aggiustamenti dell\u2019invaso che altrimenti risulta inadeguato (per difetto o per eccesso). In alcuni casi, modificando lo spessore della cuffia si pu\u00f2 ottenere un accettabile comfort, tuttavia nella gran parte dei casi il tecnico deve ridistribuire le forze di pressione, rimuovendo e\/o aggiungendo materiale in altre aree. In alcuni casi, ancora, \u00e8 necessario rivedere alcuni aspetti dell\u2019allineamento per ridistribuire le forze pressorie e migliorare il comfort.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso, \u00e8 buona norma registrare accuratamente tutte le modificazioni che vengono apportate durante il follow up, in questo modo tutte le successive operazioni di revisione saranno facilitate.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tecnologie e protesi all&#8217;avanguardia: approfondiamo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&nbsp;<strong>piedi per protesi<\/strong>&nbsp;sono componenti prefabbricati. La scelta del piede pi\u00f9 adatto dipende da: tipo di protesi, stato del moncone, condizioni fisiche, professione, habitat e abitudini del paziente.<br><br>I&nbsp;<strong>piedi protesici<\/strong>&nbsp;vengono classificati in: piedi rigidi; piedi articolati monoassiali e pluriassiali; piedi a restituzione di energia (dinamici). Nello specifico vediamo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>il piede articolato pluriassiale<\/strong>: questo tipo di piede ha un\u2019ammortizzazione pluriassiale data da vari componenti elastici che consentono un movimento in flesso-estensione, prono-supinazione e inversione\/eversione. Il piede pluriassiale \u00e8 caratterizzato da un\u2019ottima adattabilit\u00e0 al terreno che lo rende indicato per pazienti con livello funzionale K2 e K3 (tabella 11\/3). Tale protesi \u00e8 caratterizzata da un rilevante peso del piede, inoltre necessita di manutenzione delle parti interne.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>i piedi a restituzione di energia<\/strong>: il piede dinamico costruito in fibra di carbonio restituisce l\u2019energia accumulata nella fase di appoggio del passo. La prerogativa del carbonio \u00e8 quella di accumulare energia, deformandosi elasticamente durante la fase di carico e di restituirla nella fase di spinta (toe-off). Tale piede assicura una buona rotondit\u00e0 del passo, un ottimo rapporto tra spinta e morbidezza.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda le articolazioni artificiali di ginocchio queste si differenziano tra loro per il modo in cui:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>garantiscono la sicurezza in fase statica;<\/li>\n\n\n\n<li>guidano il movimento in fase dinamica;<\/li>\n\n\n\n<li>agiscono con il tipo di piede al quale possono essere assemblate;<\/li>\n\n\n\n<li>assolvono il loro compito per il tipo di amputato per cui sono state costruite.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono diversi tipi di&nbsp;<strong>ginocchio<\/strong>:&nbsp;<strong>monocentrici, policentrici, polifunzionali, elettronici<\/strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>bloccaggio meccanico<\/strong>, con&nbsp;<strong>freno automatico<\/strong>,&nbsp;<strong>idraulici<\/strong>.<br><br>Mantenere il&nbsp;<strong>ginocchio in estensione<\/strong>&nbsp;\u00e8 possibile grazie a&nbsp;<strong>meccanismi di bloccaggio<\/strong>&nbsp;(con \u201csbloccaggio\u201d manuale) o&nbsp;<strong>meccanismi frenanti<\/strong>&nbsp;(freno automatico, freno idraulico). Mantenere il ginocchio in estensione \u00e8 possibile anche allineando opportunamente il ginocchio dietro la linea di carico.<br><br>Il&nbsp;<strong>ginocchio monocentrico con bloccaggio meccanico e sblocco manuale<\/strong>&nbsp;\u00e8 un ginocchio che a differenza di tutti gli altri, durante le fasi della deambulazione, rimane bloccato in estensione, garantendo la massima sicurezza. Per potersi sedere il paziente deve sbloccare il ginocchio tirando il cavo di sblocco.<br><br>Il&nbsp;<strong>ginocchio monocentrico con freno automatico<\/strong>&nbsp;si blocca con il carico del peso corporeo mentre l\u2019articolazione \u00e8 libera quando non \u00e8 sottoposta a peso. Questo ginocchio \u00e8 consigliabile combinarlo con un piede con tallone piuttosto duro. Questa combinazione permette che la frizione entri in funzione immediatamente al momento del contatto tra tallone e suolo, mentre l\u2019utilizzazione di un piede articolato determinerebbe un ritardo dell\u2019azione frenante.<br><br>Il&nbsp;<strong>ginocchio policentrico<\/strong>&nbsp;ha un meccanismo d\u2019azione molto simile a quello del ginocchio naturale poich\u00e9 riproduce il movimento di scivolamento e rotolamento propri del femore sul piatto tibiale. E\u2019 un ginocchio con cui \u00e8 consigliato l\u2019utilizzo di un piede articolato per aumentare la stabilit\u00e0.<br><br>Inoltre, sono disponibili, per pazienti con grado di mobilit\u00e0 maggiore,&nbsp;<strong>ginocchia polifunzionali idraulici e\/o pneumatici<\/strong>: pluriasse o policentrico (idraulico, pneumatico); monocentrico a frizione (idraulico, pneumatico). I ginocchi polifunzionali, rispetto ai monofunzionali, sono caratterizzati da una funzionalit\u00e0 superiore, (velocit\u00e0 e\/o sicurezza) ma hanno una maggior complessit\u00e0 costruttiva, maggiore peso, costo superiore. Il&nbsp;<strong>sistema pneumatico<\/strong>&nbsp;consente un movimento armonioso (poich\u00e9 l\u2019aria \u00e8 comprimibile), il fine corsa ammortizzato, la manutenzione semplice ed economica. Tuttavia il pistone di tale dispositivo \u00e8 voluminoso. Il&nbsp;<strong>sistema idraulico<\/strong>, rispetto a quello pneumatico, consente una maggiore velocit\u00e0 nella deambulazione, un minor tempo di frenata (grazie alle caratteristiche dell\u2019olio) non richiede manutenzione, fino alla eventuale rottura del dispositivo. Infine, a parit\u00e0 di prestazioni, il pistone ha dimensioni notevolmente inferiori rispetto al ginocchio pneumatico.<br><br>Sono disponibili in commercio vari modelli di&nbsp;<strong>ginocchio a controllo elettronico<\/strong>&nbsp;regolato da un software con valori preimpostati di comando e di regolazione delle funzioni meccaniche. I&nbsp;<strong>ginocchi elettronici<\/strong>&nbsp;hanno il controllo sia della fase statica che dinamica, grazie ad un sistema di sensori che rilevano le forze di reazione del terreno. Il ginocchio elettronico si \u00e8 dimostrato utile a far&nbsp;<strong>ridurre il costo energetico del cammino<\/strong>, in particolare per cadenze del passo pi\u00f9 alte dell\u2019andatura confortevole. Anche negli amputati bilaterali di coscia rende pi\u00f9 efficiente e pi\u00f9 veloce la deambulazione, \u00e8 per\u00f2 un ginocchio da prendere in considerazione solo per gli amputati che utilizzano sistematicamente tutto il giorno la protesi e che sono molto dinamici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quali sono le prospettive future per il paziente amputato?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il futuro della persona che ha subito un\u2019amputazione<\/strong>&nbsp;di un&nbsp;<strong>arto inferiore<\/strong>&nbsp;dipende dai risultati raggiunti con la riabilitazione; pi\u00f9 l\u2019amputato ha imparato come utilizzare la protesi e come camminare pi\u00f9 utilizzer\u00e0 la protesi una volta a casa. Sar\u00e0 capace di compiere molte delle attivit\u00e0 della vita quotidiana anche se per alcune avr\u00e0 necessit\u00e0 di aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se invece una volta a casa non indosser\u00e0 la protesi e non camminer\u00e0, utilizzer\u00e0 solo la carrozzina e si condanner\u00e0 alla totale dipendenza da altri e alla riduzione importante della socializzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<strong>persona anziana<\/strong>&nbsp;ha maggiori difficolt\u00e0 ma considerando che l\u2019et\u00e0 non \u00e8 una malattia, se viene mostrata determinazione tutti i risultati sono raggiungibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 essere molto utile, dopo la fase di ricovero per la riabilitazione, seguire dei programmi di allenamento al cammino in forma ambulatoriale, sotto l\u2019attenta guida dei terapisti. Non servono sedute infinite ma&nbsp;<strong>sedute di ottima qualit\u00e0<\/strong>, essere seguiti da&nbsp;<strong>personale della riabilitazione<\/strong>&nbsp;(medico fisiatra, fisioterapista e tecnico protesista) competente \u00e8 ci\u00f2 di cui hai bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019amputazione \u00e8 vista, dalla persona amputata come \u201cl\u2019inizio della fine\u201d e dal chirurgo come l\u2019atto finale di una lunga \u201cbattaglia persa\u201d per salvare l\u2019arto. Alla luce dello stato riabilitativo l\u2019amputazione permette di porre fine a lunghe sofferenze e consente la ripresa di una&nbsp;nuova vita&nbsp;e dell\u2019autonomia. Cosa accade dopo l\u2019amputazione? \u00c8 molto importante che il paziente, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":837,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"slim_seo":{"title":"La riabilitazione del paziente amputato - Riabilitazione amputati","description":"L\u2019amputazione \u00e8 vista, dalla persona amputata come \u201cl\u2019inizio della fine\u201d e dal chirurgo come l\u2019atto finale di una lunga \u201cbattaglia persa\u201d per salvare l\u2019arto. 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